L’acqua, più che un semplice tema della Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, è stata un sistema narrativo. In un’edizione così innovativa come quella dei giochi olimpici diffusi, costruiti su un territorio che si estendeva su tre regioni, dalle Dolomiti a Milano passando per Verona, serviva un elemento capace di tenere insieme ciò che la geografia separava. L’acqua è stato quell’elemento: nei suoi cambi di stato disegna i paesaggi e rende possibili (nel suo stato solido di neve e ghiaccio) gli sport invernali, scende dalle cime sopra Cortina lungo il bacino idrogeologico, attraversa Verona, raggiunge l’Adriatico e la dimensione lagunare del Veneto.
Tutto è cominciato da una goccia. Una sola goccia, caduta al centro della scena, è diventata l’ispirazione creativa dell’intera scenografia, basata su una serie di ellissi concentriche.
Nel film d’apertura, la stessa goccia filtra attraverso le pietre antiche dell’Arena e collega due mondi: il mondo di sopra (dove si trovano i camerini in cui Violetta rovescia un vaso) e il mondo di sotto, l’immaginario deposito delle meraviglie dove sono custoditi i personaggi e i tesori culturali dell’Arena e delle sue impareggiabili creazioni operistiche. Da quella goccia, l’intera Arena ha smesso di essere una venue e si è rivelata come un organismo: monumento, archivio, paesaggio culturale.
Con l’acqua a rappresentare l’elemento unificante di un immaginario collettivo, in senso profondamente simbolico.
Da lì, la stessa goccia ha attraversato la cerimonia come immagine fondante del segmento artistico “Water Cycle”: l’elemento intorno a cui montagna, pianura, fiume, città e laguna smettono di essere luoghi separati e diventano un unico organismo connesso. È diventato così possibile mettere in scena Venezia (patrimonio universale, immagine fra le più consumate al mondo) non come cartolina, ma come destinazione naturale di un ciclo. Raccontandola in un modo non scontato.
La dimensione universale del messaggio ha trovato il suo momento più puro nell’interpretazione di “Il Mondo” affidata a Joan Thiele, mentre Roberto Bolle si esibiva per la prima volta in una coreografia aerea circondato da un iconico “cerchio d’acqua”. In quell’istante, il sistema narrativo si è chiuso: una goccia, una voce, un corpo che vola e il messaggio, semplice e definitivo, che siamo tutti collegati.
Su questo principio si è retto un racconto che parlava al pubblico globale degli sport invernali ma andava oltre: interdipendenza, fragilità, sostenibilità non come temi enunciati, ma come conseguenze logiche di una visione. Lo sport invernale esiste finché esiste l’acqua nella sua forma più rara; la cultura italiana esiste finché esistono i territori che l’hanno generata.
A Videocittà raccontiamo come un principio narrativo, che trasforma un’osservazione scientifica e naturalistica in ispirazione poetica (Turn Science into Poetry), sia diventato metodo di progettazione di una cerimonia che ha stupito centinaia di milioni di spettatori in tutto il mondo, facendo dell’evento di chiusura delle Olimpiadi un atto di consapevolezza identitaria locale e globale al tempo stesso.
Company Profile
Filmmaster, che nel 2026 celebra 50 anni di attività, è tra le più prestigiose realtà creative e produttive italiane. Un’eccellenza del Made in Italy, pioniera della event industry: la più premiata al Bea World, tra le poche al mondo ad aver realizzato Cerimonie Olimpiche e Paralimpiche estive e invernali, tra cui Milano Cortina 2026, Torino 2006 e Rio 2016. Dal 2000 ha prodotto oltre 50 grandi eventi e cerimonie internazionali per Expo e grandi eventi sportivi.
ALFREDO ACCATINO
Presidente e Chief Creative Officer di Filmmaster, ha firmato alcuni degli eventi più importanti degli ultimi anni: dalle cerimonie Olimpiche e Paralimpiche di Torino 2006 alle cerimonie di apertura e chiusura dell’Expo Milano 2015. Vincitore del Premio alla Carriera al Best Event Award, più volte Creative Director of the Year ha contribuito negli anni a codificare il comparto della event industry. Esperto di arte del Novecento è autore di numerose pubblicazioni, tradotte anche all’estero. Nel 2026 è stato Direttore Artistico della Cerimonia di Chiusura Olimpica e Apertura Paralimpica di Milano Cortina 2026 all’Arena di Verona.
ADRIANO MARTELLA
Adriano Martella è Head of Creative e Creative Director di Filmmaster con oltre 15 anni di esperienza internazionale in cerimonie, brand experience e show su larga scala. Figura chiave nel lancio di Filmmaster MEA in Medio Oriente, ha guidato l’innovazione creativa nel mondo degli eventi con progetti iconici in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e oltre, tra cui l’inaugurazione del KAUST a Jeddah, vincitore del premio Best Outstanding Production ai Middle East Event Awards. Riconosciuto per aver plasmato la narrativa globale attraverso importanti cerimonie sportive e culturali, da UEFA EURO e UEFA Champions League all’EXPO Milano 2015 all’inaugurazione dello stadio Khalifa in Qatar. Ha curato la direzione creativa di eventi vincitori di diversi premi internazionali, tra cui Turkmenbashi International Seaport Opening e i pre-game show di Euroleague Final Four. É stato premiato come Direttore Creativo dell’Anno ai BEA Italia 2021. Nel 2026 è stato Direttore Creativo della Cerimonia di Chiusura Olimpica e di Apertura Paralimpica di Milano Cortina 2026 all’Arena di Verona.